En Camino: Andalusia 2019

Memorie di viaggio ad una settimana dal ritorno.

Le mie memorie della settimana passata a spasso per l’Andalusia sono un caleidoscopio di colori, aromi e sensazioni.

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Malaga è azzurra come il suo cielo, dorata come la sua cattedrale, Malaga è bianca come la notte del 18 maggio, notte di musica, brezza e persone a passeggio.

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Malaga è il cameriere che non arriva mai perchè si ferma a chiacchierare ad ogni tavolo ma poi ti regala quattro churros in più perchè secondo lui quelli che ci aveva portati erano troppo secchi, Malaga è Vittoria che corre per Plaza de la Constituciòn, Malaga è pesce fresco mangiato in spiaggia, al mercato o in qualche piccolo ristorantino. No, non voglio dirvi cosa guardare, cosa vedere e cosa no perchè in fondo non c’è nulla di eccezionale, non ci sono le attrazioni di Siviglia ed il verde di Valencia eppure soffia vento di libertà, c’è profumo di vita che scorre lenta.

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Dopo Malaga arriva Cordoba.

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Cordoba è come uno immagina l’Andalusia: case bianche, tetti rossi, patios, alberi d’arancio, e la magica sensazione da mille e una notte che ti avvolge tra la Mezquita, il suo patio e le fontane del vicino Alcazar.

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Cordoba andrebbe assaporata verso le due del pomeriggio quando i sole picchia forte, il cielo è più azzurro che mai, le case de la Juderia sono di un bianco ancora più abbagliante e le comitive di turisti sono con i piedi sotto ad una tavola a recuperare le forze.

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Cordoba ti rimane dentro, la sua cattedrale costruita dentro ad un’antica moschea è quanto di più incredibile ed inaspettato il viaggiatore possa vedere: arcate bizzantine, architettura moresca con al centro una basilica rinascimentale con alcuni tratti barocchi.

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Cordoba è una zuppa di pomodoro fresca con uova e jamon, un sapore delicato per rinfrescare il corpo dalla calura costante.

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L’Andalusia non sarà certo il paradiso anzi, è terra povera, è terra di migranti, gente scappata dalla fame per andare a fare i muratori a Bilbao, Barcellona e Zaragoza. L’Andalusia è terra dura, è terra di gitani: uomini e donne dai lineamenti duri, dai capelli neri che non nascondono le loro antiche origini arabe.

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Non sarà il posto più bello del mondo ma una parte di cuore finisce che l’abbandoni tra quelle strade e quelle città polverose.

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