Diventai grande in un tempo piccolo.

Non so se l’incipit migliore sia un pezzo di una canzone semisconosciuta di De Gregori o una di Franco Califano fatto sta che, per non sbagliare o per non dover scegliere questa storia inizierò a raccontarvela cosi.

…”In una grande giornata si muore” e “Diventai grande in un tempo piccolo” Sì il 14 dicembre 2017 splendeva il sole e stavo aspettando di ricominciare a lavorare, sgranocchiavo scorzette di arancio col cioccolato e scambiavo due chiacchiere quando una telefonata, la telefonata più irreale che abbia mai ricevuto mi lasciava lì, inebetito, confuso e solo. Orfano due mesi prima di diventare padre. Diventai grande in un tempo piccolo.

Quando ti ritrovi nella tempesta l’affronti con coraggio, subito hai al tuo fianco tutti, la vera morte arriva dopo, quando tutti tornano alla routine quotidiana ma tu no perché quella routine fatta di abitudini, incontri, scontri, parole dette o ascoltate non esiste più. È dopo la tempesta che ti ritrovi solo e altro non ho potuto fare che distruggere quasi tutto. Sì ho cercato di distruggere tutte le relazioni che avevo per poter ricominciare faticosamente da zero: ho eliminato dalla mia cerchia chi portava negatività, ho fatto quadrato intorno alla mia famiglia, ho cercato di essere quanto più possibile coerente e determinato. Ho distrutto i pregiudizi, i rancori (Non tutti, per qualcuno spero provveda il buon Dio), ho distrutto le mie certezze per poter ricominciare ed ho ricominciato. La rinascita è stata difficile, diventare padre proprio nel momento in cui tutto attorno vacilla è stato snervante: mostrarsi forte quando in realtà avresti voluto solo piangere è un atto brutto, bugiardo ma necessario. Mi son reso conto di avere la forza di ripartire quando, finalmente, ho trovato il coraggio di piangere. Oggi, 365 giorni dopo, sono un uomo diverso, per certi versi più duro con chi non merita la mia fiducia ma, per poche persone, sono diventato un punto di riferimento, un amico, una persona su cui contare, uno che non si tira certo indietro e che non porge l’altra guancia. Ad un anno esatto dalla tua assenza posso affermare con certezza che ora sono più che mai forte e non ho paura di nulla perchè niente può far male come il 14 dicembre 2017.

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