Della lettura e della scrittura…

Ho trovato il tempo di andare in libreria.

Era da tanto che non entravo in libreria.

Il trasloco, le partite con i bambini al sabato pomeriggio, i weekend bucolici, le domeniche da coma passate a vegetare  sul divano e l’idea, insopportabile, di entrare in una libreria con Irma mi hanno tenuto lontano dai libri. 

Irma sa bene che adoro perdere un sacco di tempo tra un libro e l’altro ed io so benissimo che anche lei ogni tanto si concede un oretta a cercare libri, entrambi sappiamo che la ricerca del libro giusto è cosa intima, preziosa ed è indispensabile che nessuno ci metta fretta.

Amo leggere, forse tanto quanto scrivere, amo leggere storie vere, qualche romanzo, qualche biografia ma adoro soprattutto conoscere le vite degli scrittori ed immaginare come sia stato possibile che  libri scritti tantissimi anni fa, addirittura secoli fa  possano risultare ancora attuali.

Alcuni esempi: Machiavelli ha scritto “il principe” nel rinascimento ed ancora oggi si analizzano metodi giusti o sbagliati che siano pur di arrivare al potere, Beccaria col trattato “Dei delitti e delle pene”, scritto a metà 1700, scriveva di cosa fosse la giustizia e di come dovesse venire applicata equamente. Italo Calvino già negli anni 70 del novecento raccontava della dignità delle periferie e di salvaguardia di paesaggi urbanistici.

Eppure oggi si legge diversamente, leggiamo per moda, per sponsor, leggiamo ciò che Feltrinelli e Mondadori ci propinano, oggi anche gli analfabeti culturali pubblicano libri e cosa ancora più straziante vengono pure letti: vedere Luciana Littizzetto e Fabio Volo nella top ten di feltrinelli è osceno, sapere che Nek ha scritto un’autobiografia è un non senso, apprendere che Di Battista, uno che biascica a malapena dieci parole d’italiano corretto senza inserire alcun “romanesismo” (Neologismo inventato ora), ha scritto anche lui un libro è un insulto verso i tanti giovani che provano ad emergere nel mondo marcio dell’editoria. Ah dimenticavo il primo nella Top Ten è Saviano: collaboratore di Repubblica, autore del fortunatissimo romanzo Gomorra e pompato a più non posso da Feltrinelli che sponsorizza ancora una volta il suo classico libro monotematico.

Nel frattempo, un po’ deluso per non aver trovato nulla di Eduardo Galeano, sono uscito con due volumetti: uno di Borges e uno di Jorge Amado, finché l’editoria non si ripulirà un po’ finché i giovani non riusciranno a defenestrare i vari Vespa, Littizzetto, Volo, Morelli, Crepet, Lucarelli  (Selvaggia non il grandissimo Carlo) tanto vale dare le royalties ad autori veri che non ci sono più…W Borges, W Saramago, W Pessoa, W Hemingway….W  la buona scrittura e la buona lettura

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