The surfer.

Il trionfo di Donald Trump ha inaspettatamente origini molto lontane tuttavia Mr Trump ha avuto un solo grande merito nella sua vittoria: Mr Trump è un surfista, un ottimo surfista e, come solo i grandi surfer sanno fare, ha aspettato l’onda giusta, l’ha osservata venirgli incontro, ha nuotato verso di essa e senza paura si è alzato sulla tavola e ha cavalcato l’onda: lui, col suo parrucchino arancione, la sua faccia da schiaffi, il suo essere così kitsch ha domato quell’onda chiamata Usa.

Come dicevo sopra, la vittoria di Trump parte da lontano, dal 2008, anno della prima elezione a di Barack Obama, Colui che avrebbe dovuto risollevare l’America dalla crisi finanziaria, colui che doveva far dimenticare Bush e i suoi pasticci, colui che aveva vinto grazie al voto delle fasce più deboli della popolazione e soprattutto grazie al voto della working class americana ovvero coloro che fanno degli Usa una “land of hope and dreams” (terra di sogni e speranza). Obama incarnava personalmente il sogno americano: discendente di schiavi, colto, carismatico e soprattutto nero. Un nero alla casa bianca era qualcosa di rivoluzionario era la vittoria perfetta del sogno americano era la speranza, eppure questa speranza è naufragata piano piano.

Fino alle elezioni del 2012, in cui Mr Obama è stato rieletto presidente le cose sono andate in maniera quasi normale nonostante l’economia Usa non accennasse a riprendersi, nonostante il più Obamiano degli artisti americani, Bruce Springsteen, sollecitasse il presidente a lottare contro “easy money”, I lupi di Wall Street che speculavano oltre ogni limite, che riducevano sul lastrico intere famiglie, lo stesso Springsteen metteva in guardia il presidente scrivendo e cantando “this depression”, “Death to my hometown” canzoni che parlano di povertà, di crisi economica, di middle class che è sempre più sola ed impaurita. Sempre Springsteen e sempre nel 2012 lo incita a rilanciarsi sulla scena ad essere un “Wrecking ball”, una palla da distruzione per poter far ripartire la rivoluzione promessa nel 2008 e mai veramente messa in atto. Obama è stato otto anni immobile e Trump aspettava pacifico l’onda…

Se Obama all’interno degli Usa era un presidente immobile, agli occhi del mondo si mostrava come portatore di pace, tanto da “meritarsi?!” il Nobel per la pace tuttavia faceva finta di non vedere che il suo paese, guidato da Hillary Clinton, prima segretario di stato e poi presidente ombra, attuava una politica estera scellerata fomentando primavere arabe, appoggiando guerre senza fondamento prima in Libia e poi in Siria, scatenando una nuova guerra fredda con la Russia per poi darsela sempre a gambe levate non appena la situazione diventava incandescente,  grazie alla politica estera di Obama/Clinton l’Europa vive oggi una tremenda instabilità dovuta al caos libico, alle tensioni con la Russia e soprattutto al terrorismo islamico, armato dagli Usa per combattere il governo filo-russo di Assad in Siria e rivoltatosi contro con la nascita di Isis, nonostante tutto questo caos Obama/Clinton hanno sempre nascosto la mano dopo aver lanciato il sasso. 

E Trump? Trump vedeva l’onda avvicinarsi ed ha iniziato a far credere all’America di essere spaventata: “i musulmani si fanno esplodere in Europa? Noi li mandiamo via dagli Usa”. ” Avete perso il lavoro?” Basta immigrazione chiuderemo la frontiera con il Messico”, “Avete paura di ladri, assassini, terroristi?” Potrete armarvi fino ai denti. Ecco come ha fatto Mr Trump a vincere, ha detto quello che gli americani della classe media volevano sentirsi dire, li ha rassicurati, ha parlato da cowboy e non da burocrate, da politico, personaggi a cui oggi nessuno crede più. Trump, alzandosi sulla tavola, ha detto agli americani che i problemi del medio oriente non riguardano gli Usa, che la questione libica non è affare americano, che Putin può occupare l’Ucraina, la Svizzera o città del Vaticano purché lasci stare il popolo americano che deve riacquistare fiducia, ecco perché ha vinto Trump, ecco perché Merkel, Hollande, Renzi (per quel che vale) iniziano ad essere preoccupati, ecco perché i media hanno timore di Trump.

Trump è la vera Wrecking ball, la scheggia impazzita in grado di far tremare tutto l’establishment mondiale, non andrà a fare guerre per esportare la democrazia, non manderà altra carne da macello al fronte ma soprattutto non manderà via i musulmani e non chiuderà le frontiere col Messico perché sotto sotto anche gli americani sanno che Donald è un gran bugiardo ma sa rassicurare molto bene.

In bocca al lupo surfista.

JaLo. 

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